La vera natura alimentare dell’essere umano

Vorrei iniziare questo articolo con una descrizione anatomo-funzionale dell’apparato gastroenterico, in parte, tratta da “Il cannibale vegetariano” di Marisa Di Bartolo.

Inizio la spiegazione partendo dalla bocca; nella bocca dell’essere umano i molari sono disposti da poter ben triturare, macinare semi e masticare frutti. L’uomo è sprovvisto dei denti aguzzi dei carnivori (intesi come animali carnivori) predisposti invece per mordere, dilaniare e lacerare le fibre della carne. Inoltre la saliva dell’essere umano contiene ptialina, un enzima la cui funzione è di iniziare, direttamente durante la masticazione (ossia con l’insalivazione degli alimenti), la digestione degli amidi contenuti nella frutta, in alcuni ortaggi, nei legumi e nei cereali. I carnivori, al contrario, presentano una digestione prevalentemente gastrica; l’assunzione di amidi, per questi animali, si traduce in un aumento del Ph gastrico che successivamente diventa causa di fermentazione a livello intestinale. E’ fondamentale, per una corretta digestione, che tutti gli alimenti vengano biochimicamente trasformati dagli enzimi digestivi.

Passo allo stomaco e al suo Ph; benché il succo gastrico dello stomaco umano sia tendenzialmente acido (Ph 1,5-3), il suo Ph varia lentamente permettendo alla ptialina, che opera ad un Ph alcalino (Ph 6.5-7) di completare perfettamente la sua attività digestiva fino ad inattivarsi, lasciando spazio alla digestione proteica (importante: anche la frutta e la verdura contengono proteine). Pertanto se si assumono alimenti quali frutta e verdura lo stomaco svolge un’azione prevalentemente meccanica trasferendo “rapidamente” il bolo alimentare all’intestino, il quale continua e completa la digestione enzimatica in ambiente alcalino (ossia l’ambiente ottimale).

Quando invece un cibo carneo (intendendo anche pesce, uova e formaggio) raggiunge lo stomaco, purtroppo la digestione degli amidi già in corso, per opera appunto delle amilasi, s’interrompe e il Ph si acidifica affinché la pepsina cloridrica possa iniziare la digestione dell’alimento di origine animale. Questo si traduce in una mancata digestione di tutti gli alimenti ingeriti oltre che ad uno stress per lo stomaco che deve variare rapidamente l’acidità del succo gastrico; pertanto se vengono contemporaneamente ingeriti alimenti che richiedono condizioni digestive diverse lo stomaco non può far altro che variare continuamente la sua composizione acida cercando un compromesso che, oltre ad allungare notevolmente la tempistiche digestive, porta comunque ad una mancata digestione, perché di fatto, lo stomaco, può svolgere una sola funzione per volta (o digerisce gli amidi o digerisce le proteine animali). Accade quindi che la digestione degli amidi s’interrompe a favore della digestione delle proteine animali, a sua volta rallentata perché proprio gli amidi parzialmente digeriti e ancora presenti nello stomaco assorbono parte della pepsina necessaria all’alimento carneo.

Concludo con il tratto intestinale: un altro elemento anatomico che differenzia l’uomo dai carnivori è proprio la lunghezza stessa del tratto intestinale, 6-7 volte più lungo dei carnivori; questa lunghezza è infatti funzionale ad un’alimentazione ricca di fibre vegetali. Anche l’ampolla rettale, non è predisposta ad accogliere scorie di origine animale.

Quando il bolo alimentare carneo, avvolto dal secreto acido dello stomaco, giunge nell’intestino tenue incontra gli enzimi digestivi, i quali però agiscono solamente a ph alcanino. Quindi, l’intestino, necessita di tempo per tamponare il ph acido e per creare l’ambiente adatto, prolungando notevolmente la digestione che non verrà neanche completata. Tale situazione facilita la fermentazione degli zuccheri e la putrefazione delle proteine ponendo l’intestino nelle condizioni ideali per la formazione di tossine.

Ho deciso di scrivere questa spiegazione scientifica a sostegno del fatto che l’uomo dovrebbe seriamente seguire la sua vera natura frugivora, prediligendo un’alimentazione a base di frutta & verdura e integrandola, secondo piacere personale,  con cereali integrali.

L’uomo non presenta caratteristiche e attributi fisici tipici degli animali carnivori e cacciatori, anzi nella storia passata l’uomo è stato più preda che predatore; ma già nel medioevo la cultura della carne era associata a quella del guerriero, del cavaliere e del nobile. Tanto è vero che il concetto di essenzialità della carne per l’uomo (in quanto simbolo di salute e potere), per noi europei, risale ancora a quell’epoca, quando mangiare carne era segno di forza, ricchezza e quindi di salute fisica. Negarsi la carne significava allontanare da sé la lusinga del potere mentre la scelta di alimenti appartenenti al mondo contadino (quali ortaggi, legumi e cereali) rimanevano segno di povertà. Ancora oggi, in una società moderna come la nostra e apparentemente avanzata, che ci permettere di sapere quali sono le conseguenze di un’alimentazione contenente proteine animali, mangiare carne o pesce rimane simbolo di benessere economico, di salute e, secondo alcuni individui anche di superiorità intellettuale, nonché una via attraverso la quale dare soddisfazione a quelli che, banalmente, si ritengono istinti primordiali.

Studiare il funzionamento del corpo umano da un punto di vista scientifico permette con più facilità e più autonomia di fare delle considerazioni appropriate; capire come cambiano i succhi gastrici in funzione degli alimenti che s’ingeriscono e realizzare soprattutto come inizia la digestione dell’essere umano, non può che portare a capire che l’uomo è realmente portato ad assumere alimenti quali frutta e verdura.

Qualcuno potrebbe ovviare il discorso sostenendo di voler mangiare solo proteine animali (senza accompagnamento come cereali o verdure amidacee), in modo tale da evitare contrasti digestivi ma deve tenere conto che il Ph del sangue dell’essere umano è di base alcalino, pertanto una scelta di questo tipo non potrebbe far altro che acidificare il sangue fino a raggiungere una situazione di acidosi cronica, nonché una situazione ideale per favorire la comparsa di disturbi e successivamente di malattie vere e proprie (scriverò in merito all’acidosi nei miei prossimi articoli).

Il Ph alcalino del sangue è un primo dato scientifico a dimostrazione del fatto che l’essere umano ha bisogno di alimentarsi in modo alcalino e non c’è nulla di più alcalino degli alimenti ortofrutticoli.

cibi_alcalini

Tempo fa, mio cugino, favorevole all’alimentazione onnivora, mi pose questo quesito: “come mai allora nella preistoria l’uomo aveva denti canini molto più lunghi?”; la domanda di per sé era stata sottoposta in modo retorico, ossia lasciava intendere che i lunghi canini dell’uomo fossero realmente necessari per mangiare carne. La storia invece, ma direi di più la scienza, ci insegna che gli essere viventi si sviluppano e si modificano in accordo alle proprie esigenze evolutive; nel passato l’uomo aveva davvero lunghi canini ma necessari a procacciare meglio il cibo, a rompere frutta secca o a scopo difensivo (un esempio lampante è dato dai gorilla e dagli ippopotami che utilizzano i loro lunghi canini esclusivamente come arma di difesa poiché frugivori i primi ed erbivori i secondi). Sottolineo anche che i canini dell’essere umano, per quanto fossero diversi da oggi, non sono mai stati lontanamente paragonabili a quelli degli animali carnivori, notoriamente più ampi, più aguzzi e decisamente molto più lunghi tenendo comunque conto delle proporzioni tra frugivori e carnivori.

Estendendo dunque questa analisi oltre: si può notare come l’essere umano presenti una una struttura fisica non offensiva e non forte, non è minimante aggressivo, non è in grado di compiere scatti, non presenta artigli e le unghie sono piatte; la mandibola è debole, la saliva è alcalina, gli incisivi ben sviluppati, i molari sono piatti, l’intestino è lungo 10-12 volte il tronco, la secrezione gastrica è molto inferiore ai carnivori e l’urina è alcalina. Insomma, siamo tutto l’opposto rispetto agli animali carnivori.

Denti frugivori

Un’altra importante differenza è legata al fatto che l’uomo non riuscirebbe a cibarsi di carne se non prima frollata, e magari battuta, e successivamente cotta e condita. I veri carnivori al contrario non prestano attenzione a tutto questo; della loro preda dilaniano e mangiano tutto, peli, pelle, tendini, muscoli e organi. Anche quei muscoli che si irrigidiscono a causa di tutti i processi fisici e biochimici che entrano in gioco dopo la morte dell’animale. Insomma, anche da questo punto di vista l’uomo non sembra certo essere carnivoro; diciamo che, grazie al suo spirito d’osservazione, alla sua capacità pensante e alla sua inventiva, ha trovato il modo di rendere invitante e appetitoso un qualcosa che in prima battuta non lo sarebbe per niente.

Concludo quindi ricordando quanto sia importante alimentarsi secondo natura, o meglio secondo le regole di Madre Natura, la donatrice della Vita e del Nutrimento, dimostrandosi sempre grati per il cibo ricevuto e avendo rispetto di tutte le forme di vita, dalle piante a tutte le altre creature che popolano la Terra.

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